VacuaMœnia
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VacuaMœnia, dal latino “mura vuote”, è un atto sonoro identitario ed ecologico di rivoluzione dei significati profondi. La rivoluzione estetica di Vacuamœnia parte dai luoghi abbandonati dall’uomo e dal suono che essi producono: uno studio sui suoni già presenti e quelli che è possibile organizzare in loco attraverso la militanza escursionistica, la registrazione su campo e il contatto con il territorio.

VacuaMœnia, progetto fondato da Fabio R. Lattuca e Pietro Bonanno, inizia la sua azione nell’entroterra siciliano, andando a suonare i borghi abbandonati costruiti per popolare le aree rurali in Sicilia durante l’epoca fascista. Spinto dall’urbanesimo o dalle catastrofi naturali a dimenticare le campagne, l’uomo lascia alle sue spalle le mura che lo hanno accolto, lasciandole vuote di significato. I luoghi perdono le loro definizioni e diventano “Atmosfere”. Attraverso il tatto e gli altri sensi, ogni paesaggio sonoro diventa così luogo di suoni e strumento musicale in costruzione.

VacuaMœnia ha partecipato a diversi festival italiani e internazionali come il Tempo Reale “Sound at Work”, il Symposium “Invisible Places” a Viseu (PT), ha preso parte all’FKL Symposium di Oberhausen (DE), al SAE Symposium al Kent University (UK), alla Nuit Blanche di Parigi (FR), al Klingt Gut! Festival di Amburgo (DE), al Sound and Memories Festival presso la Goldsmith University (UK) e al Sonorities Festival organizzato dalla Queen’s University di Belfast. Nel 2018 è prevista l’uscita del lavoro “Panphonia” per la portoghese Cronica Electronica, label attenta ai nuovi linguaggi sonori.