Edizione 2017 — Coexistencias/Coesistenze. Risonanze, dissonanze, ecologie

Liminaria è un progetto di studio e di ricerca sul campo orientato alla creazione di reti sostenibili dal punto di vista culturale, sociale ed economico nel territorio del Fortore beneventano, microregione rurale del meridione d’Italia. Attraverso la progettazione e la realizzazione, condivisa  con le comunità locali, di azioni sul territorio, Liminaria si propone di sperimentare una serie di modelli di intervento che riconfigurino lo spazio rurale locale come luogo di attività, per dare nuovo valore alle risorse già presenti sul posto.

Le azioni fino ad ora realizzate dal progetto Liminaria, quest’anno alla quarta edizione, investono campi differenti: dagli eventi culturali e performativi, come le residenze di artisti internazionali, fino ai percorsi di co-working con le scuole; dai processi di ottimizzazione delle reti, fino alla sperimentazione di format ibridi legati alle nuove tecnologie.

Le residenze artistiche sono una parte essenziale del progetto Liminaria. Gli artisti internazionali che prendono parte alle micro-residenze condividono lo spirito del progetto: attraverso un’esperienza orientata allo reciproca conoscenza e allo scambio equo con le comunità locali, chiamate a raccontarsi insieme agli artisti coinvolti, propongono di anno in anno un avvicinamento creativo al territorio del Fortore. Fin dalla prima edizione, infatti, il programma di residenze artistiche di Liminaria ha analizzato e ri-narrato le caratteristiche del territorio: le complesse dinamiche tra ruralità e spazio urbano, la generazione delle comunità nel tempo (spopolamento, movimenti, eredità culturale), le caratteristiche peculiari geofisiche del luogo (vento, energia, infrastrutture e/o mancanza di esse, dislocazione).

Nel corso delle varie edizioni del progetto, tuttavia, gli approcci sono mutati in modo significativo. Il territorio ha cessato ben presto di essere uno ‘spazio da descrivere’, che gli artisti potrebbero raccontare da osservatori ‘esterni’, reclamando sempre più il proprio essere un contesto complesso di elementi diversi e co-esistenti. Espresso in termini di ricerca sonora, questo processo si è costruito e si costruisce sull’elaborazione e la produzione di progetti che coinvolgono la composizione al di là della documentazione, gli inner-scapes (paesaggi interni/interiori) al di là delle nozioni statiche di ‘paesaggio sonoro’, l’acusmatico, l’effimero, lo spettrale, le forze allo stesso tempo assenti e presenti.

Dando dunque spazio a una linea di ricerca emersa spontaneamente all’interno del processo delle residenze nel corso di più edizioni, l’edizione 2017 di Liminaria si focalizza più programmaticamente proprio intorno a questo concetto della ‘coesistenza’ fra elementi diversi: in un territorio, in qualsiasi territorio, tutte le forme di vita presenti (umane e non umane) sono sempre già implicate l’una nell’altra, inseparabilmente coesistenti. A volte, queste coesistono pacificamente, altre volte lo fanno in maniera conflittuale. Quando la ‘coesistenza’ si configura in maniera conflittuale, è possibile individuare le zone “grigie” di un territorio rurale e mettere in discussione i concetti ereditati di ‘ambiente’, ‘natura’, ‘ecologia’? Riletto come ambiente di ‘coesistenza’ conflittuale, il territorio stesso può forse essere ridefinito attraverso una presa di posizione che trascende ogni clichè puramente contemplativo o romantico-decadente, riproponendosi invece come catalizzatore di punti d’ascolto profondo, sui quali costruire ed immaginare ulteriori approdi linguistici, di pensiero, di senso.

In risonanza attiva con temi sviluppati nell’ambito della teoria critica recente, come la “dark ecology” (Timothy Morton) dei luoghi e “dark ontology” dei suoni, nel corso delle tre settimane di residenza (giugno, luglio, agosto), artisti e curatori si interrogheranno insieme su queste questioni, sperimentando una forma ibrida di co-curatela, a stretto contatto con il territorio e con chi lo abita. Il Fortore si propone così di nuovo come spazio aperto, in cui ripensare ai concetti di luogo, ruralità ed ecologia attraverso le risonanze e le dissonanze del paesaggio, inteso come contesto complesso di forze ed assemblaggi di elementi materiali ed invisibili.

Curatori